dal 26 aprile dovrebbero riaprire in presenza tutte le scuole, anche le superiori, tranne che nelle zone rosse.
i dati dello screening, avviato giorni fa su personale docente e non docente, alunni e familiari conviventi, insieme al migliorato contesto epidemiologico, hanno convinto gli esperti per un ritorno alle attività didattiche in presenza.
Si tratta dello screening con test antigenici rapidi Covid condotto su base volontaria, una metodologia che tuttavia ha incontrato non pochi intoppi nei giorni scorsi.
È però data facoltà ai dirigenti scolastici – lo comunica sempre Anci – «qualora lo riterranno opportuno, potranno scegliere di mantenere la modalità a distanza». Lo stesso vale per i sindaci che «a seguito della valutazione del contesto epidemiologico locale (e quindi del numero di casi positivi nel loro territorio), potranno adottare misure più restrittive e valutare un prolungamento della chiusura».
Le attività di screening perseguiranno nei prossimi giorni «per consentire il ritorno in presenza delle classi fino alla prima media (previste per il 30 novembre)». Restano attualmente a distanza le lezioni per le scuole superiori di primo e secondo grado e per le altre classe elementari.
Il 1° ottobre sono state pubblicate le indicazioni relative allo svolgimento della prova scritta computerizzata. Il protocollo di sicurezza allegato alla nota prevede:
– adottano ulteriori forme di flessibilità di cui agli artt. 4 e 5 del dPR 275/1999, anche incrementando il ricorso alla Didattica Digitale Integrata;
In caso di sospensione delle attività didattiche in presenza, i contratti di lavoro attivati si intendono risolti per giusta causa, senza diritto ad alcun indennizzo
Le supplenze COVID potranno essere assegnate fin dal primo giorno di lezione (diverso in base ai calendari regionali). In ogni caso la decorrenza giuridica ed economica dovrà essere dal giorno della presa di servizio.







