
Sostegno scolastico, dal 2027 cambia tutto: nuove certificazioni, ruolo dell’INPS e progetto di vita
Dal 1° gennaio 2027 entrerà in vigore la nuova riforma della disabilità, destinata a incidere in modo significativo sul sistema del sostegno scolastico, sulle procedure di certificazione e sul coordinamento tra scuola, famiglie e istituzioni. Il quadro normativo di riferimento è quello del decreto legislativo n. 62/2024, successivamente modificato dal decreto-legge n. 202/2024, poi convertito nella legge n. 15/2025.
Si tratta di un cambiamento rilevante che coinvolgerà direttamente studenti, famiglie, docenti e scuole, introducendo un nuovo modello di inclusione più strutturato e personalizzato.
Certificazione della disabilità, cambia la procedura
Tra le novità più importanti c’è il nuovo sistema di accertamento della condizione di disabilità, che verrà gestito in modo esclusivo dall’INPS su tutto il territorio nazionale. La riforma prevede innanzitutto l’introduzione del certificato medico introduttivo, documento necessario per avviare il percorso valutativo. A questo si aggiunge la centralizzazione delle valutazioni presso l’INPS, con l’obiettivo di rendere più uniformi criteri, tempi e modalità di riconoscimento.
Viene inoltre rafforzato il ruolo della scuola all’interno dell’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM). In questo nuovo assetto sarà obbligatoria la presenza di un rappresentante scolastico, che contribuirà alla definizione del progetto di vita dell’alunno, in un’ottica di maggiore integrazione tra ambito educativo, sanitario e sociale.
Ore di sostegno, arrivano nuovi livelli di intensità
La riforma introduce anche una nuova articolazione del sostegno didattico, suddiviso in diversi livelli:
- sostegno lieve o medio
- sostegno intensivo
- sostegno elevato o molto elevato
Cambieranno anche i criteri con cui verranno assegnate le ore di sostegno. Non ci si baserà più soltanto sulla documentazione sanitaria, ma anche sul percorso educativo personalizzato e sui bisogni concreti dello studente nel contesto scolastico. Questo significa che due alunni con la stessa diagnosi potranno ricevere un numero diverso di ore, in base alla situazione individuale e al progetto educativo definito.
Tra gli elementi simbolicamente più significativi della riforma c’è anche l’abbandono del termine “handicap”, sostituito da un linguaggio più coerente con una visione inclusiva e rispettosa della persona.
Arriva il “budget di progetto”
Un’altra novità importante è rappresentata dal cosiddetto budget di progetto, strettamente collegato al progetto di vita dello studente. Non si tratta semplicemente di fondi economici, ma di un insieme coordinato di risorse e strumenti che possono comprendere:
- figure professionali e risorse umane
- ausili tecnologici e strumenti di supporto
- interventi pubblici e privati disponibili sul territorio
L’obiettivo è costruire un sostegno più ampio, integrato e continuo, capace di andare oltre il solo ambito scolastico.
Un modello più personalizzato, ma ancora da definire nei dettagli
Le nuove regole delineano un sistema più flessibile e centrato sulla persona, ma restano ancora diversi aspetti da chiarire sul piano operativo. In particolare, sarà necessario capire meglio come verranno attribuite le risorse, quale sarà l’impatto sull’organizzazione delle scuole e quali conseguenze potranno esserci sul lavoro dei docenti di sostegno.
Per comprendere fino in fondo gli effetti della riforma sul mondo della scuola, sarà quindi fondamentale attendere le future indicazioni applicative.



