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“Prorogare il contratto al 31 agosto”: la richiesta dell’associazione “Insieme per il sostegno”.

“Prorogare il contratto al 31 agosto”: la richiesta dell’associazione “Insieme per il sostegno”.

L’Associazione  “Insieme per il sostegno”, a nome di tanti precari ha lanciato un appello al Governo Conte chiedendo la proroga del contratto al 31 agosto per tutti i precari della scuola, già vittime di un sistema “vetusto”, come definito dalla stessa Azzolina in Conferenza Stampa.

Giovanna D’Agostino, Presidente dell’Associazione, in un’intervista, ha dichiarato che: “La situazione già precaria dei bambini disabili, che nell’80% dei casi cambia insegnante ogni anno, è assolutamente aggravata dalla chiusura delle scuole. La didattica a distanza non si presta assolutamente né a garantire il diritto allo studio del bambino disabile né a garantire quella inclusione su cui tanto si lavora in classe…La nostra associazione nasce per la tutela dei diritti dei bambini con disabilità, in primis la continuità didattica, ma anche per la tutela degli insegnanti specializzati che hanno superato una difficilissima selezione fatta di due prove scritte e una orale, frequentando poi un anno di corso universitario senza potersi mai assentare e sostenendo ben 30 esami, un tirocinio di 300 ore con tanto di tesi finale e che sono ancora tragicamente precari…”

La proroga del contratto vorrebbe dire tutelare la posizione di tanti docenti precari, che in una situazione già di emergenza sanitaria si troverebbero a condurre la solita battaglia con l’Inps che non sempre elargisce celermente l’indennità di disoccupazione.

 Ciò naturalmente aggraverebbe la posizione di tante famiglie italiane, già ridotte allo stremo delle forze.

Infine, per i tanti ragazzi, vittime di una didattica a distanza poco inclusiva, si potrebbe ipotizzare una continuità con i docenti dell’anno scolastico 2019/2020, quantomeno per evitare il trauma di incontrare un nuovo insegnante all’inizio dell’anno 2020/2021.

Parlare di assunzione dei precari sarebbe troppo utopistico dato che il numero dei 4500 indicati ieri dal Ministro risulta già essere troppo scarno.

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