
GPS 2026/28, certificazioni informatiche e tutela dei docenti: il chiarimento dell’avvocato Aldo Esposito
Cosa accadrebbe se il Ministero introducesse una retroattività?
L’avvocato Esposito non nasconde che il punto sensibile è proprio questo:
una eventuale retroattività peggiorativa sui titoli già valutati sarebbe giuridicamente inaccettabile.
«Se venisse previsto che le certificazioni conseguite nel biennio corrente perdono valore o punteggio, ci troveremmo dinanzi a una violazione del legittimo affidamento. I docenti hanno agito seguendo regole ministeriali precise; non sarebbe consentito stravolgere a posteriori le conseguenze di tali scelte.»
In particolare, una norma retroattiva produrrebbe:
- violazione del principio di ragionevolezza;
- lesione dell’affidamento legittimamente riposto nei provvedimenti amministrativi;
- ingiustificato danno economico e professionale per i docenti.
In uno scenario di questo tipo — allo stato solo ipotetico — sarebbe possibile valutare forme di tutela giurisdizionale.
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Perché la retroattività sarebbe illegittima?
L’avvocato Esposito ricorda un caposaldo del diritto amministrativo:
«Il Ministero può modificare i criteri per il futuro, ma non può colpire retroattivamente situazioni già consolidate. Punteggi attribuiti in base a regole vigenti non possono essere cancellati o declassati con un atto successivo.»
Di conseguenza:
Cosa possono fare i docenti adesso
Nell’attesa dell’ordinanza definitiva, l’avvocato Esposito suggerisce alcune azioni prudenti e individuali:
1. Conservare tutta la documentazione
- certificati originali;
- ricevute di pagamento;
- attestazioni di frequenza.
Servono per dimostrare data, modalità e regolarità dell’acquisizione del titolo.
2. Monitorare comunicati e circolari ufficiali
È fondamentale basarsi esclusivamente su:
- note del MIM,
- tabelle di valutazione aggiornate,
- ordinanza ufficiale GPS.
3. Attendere prima di assumere decisioni impulsive
L’avvocato Esposito invita alla prudenza:
«Ad oggi non c’è alcuna certezza che i titoli conseguiti nel biennio vengano penalizzati. È opportuno evitare allarmismi o nuove spese inutili fino a quando il testo definitivo non sarà pubblicato.»
Conclusione: i titoli del biennio non risultano a rischio, ma serve vigilanza
In sintesi, dalle parole dell’avvocato Aldo Esposito emerge un quadro rassicurante per i docenti:
- il punteggio maturato nel biennio 2024–2026 non risulta messo in discussione;
- la “linea Accredia” — se confermata — dovrebbe valere solo per il futuro;
- qualunque retroattività sarebbe illegittima e contestabile.
Fino alla pubblicazione dell’ordinanza GPS 2026/28, la parola d’ordine è:
tutela, documentazione e attenzione alle fonti ufficiali.
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