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CASO DOCENTI SPECIALIZZATI SOSTEGNO: SENZA VIA DI USCITA

CASO DOCENTI SPECIALIZZATI SOSTEGNO: SENZA VIA DI USCITA

Da qualche giorno sono stati pubblicati gli esiti relativi ai movimenti di mobilità.

Ebbene il numero delle cattedre disponibili per il ruolo 2019 per i docenti di sostegno rappresenta un vero e proprio “bagno di sangue”, così come sottolineato dall’Associazione Misos – Insegnanti specializzati Sostegno.

A titolo solo esemplificativo si riportano i seguenti dati:

  • INFANZIA

Napoli: 9

Avellino:3

Benevento: 1

Catania: 1

Enna: 1

Agrigento: 1

Messina: 6

Frosinone: 3

Latina: 6

Brindisi: 1

Lecce: 3

Caserta: 6

Caltanissetta: 2

  • Primaria

Palermo: 7

Enna: 1

Ragusa: 4

Benevento: 8

Agrigento: 0

Caltanissetta: 5

Brindisi: 11

Trapani: 10

Benevento: 1

  • Secondaria

Agrigento: 1

Catania: 4

Enna: 0

Messina: 0

Bari: 0

Trapani: 7

Brindisi: 4

Lecce : 5

Avellino: 1

Ragusa: 5

Benevento: 5

Dati allarmanti se confrontati con il numero di contratti a tempo determinato stipulato ogni anno dalle Istituzioni scolastiche italiane del Nord, del Sud e del Centro.

Non ci sono immissioni in ruolo ma nel frattempo il “Governo del Cambiamento” indice nuovi Corsi di specializzazione sul sostegno e il paradosso maggiore è che il numero di posti più elevato è proprio quello concesso agli Atenei del Sud.

Le GAE, così come le GM 2016 e le Graduatorie Regionali di Merito del Transitorio 2018 pullulano di docenti specializzati in attesa di essere assunti ma il “Governo del Cambiamento” concede le assegnazioni provvisorie anche a docenti privi di titolo di specializzazione.

Si parla di inclusione, di percorso di vita dell’alunno con disabilità, di un pensare adulto tale discente ma nella realtà tali alunni sono costretti a cambiare ogni anno docente di sostegno. Forse il buon Ministro non sa che ci sono patologie che richiedono mesi affinché si riesca ad istaurare anche solo un contatto oculare tra docente ed allievo.

Ma il Governo del Cambiamento non mirava a correggere la supplentite italiana? Non sbandierava forse la risoluzione al problema del precariato? E allora perché bandire nuovi Tfa, nuovi concorsi quando ci sono ancora migliaia di docenti specializzati in attesa del ruolo?

E le famiglie perché tacciono di fronte ad un’Istituzione che concede al proprio figlio un docente, se maI preso da graduatoria incrociata, quando ci sono tanti specializzati ancora precari?

Non è forse ora di uscire da questo stato di torpore e gridare a voce alta, tutti, docenti, alunni e famiglie,

STOP AL PRECARIATO! VOGLIAMO L’ORGANICO DI DIRITTO!”?

 

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One Comment

  1. Avatar
    added on 30 Giu, 2019
    Rispondi

    In effetti sul “bagno di sangue” non si può che essere d’accordo…

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