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CONCORSO STRAORDINARIO: SALTANO I QUIZ

CONCORSO STRAORDINARIO: SALTANO I QUIZ

Il vertice notturno di Palazzo Chigi, alla presenza della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e dei capigruppo dei partiti di maggioranza al Senato, collegati in videocall, è servito per stabilire che per i precari la procedura riservata ci sarà, solo che si svolgerà dopo l’estate, con l’unica verifica non più a risposta multipla (le cosiddette ‘crocette’) ma con una prova scritta. L’intervento del premier Conte sembra aver finalmente ricucito le spaccature interne alla stessa maggioranza

La copertura dell’alto numero di cattedre libere, quindi, si realizzerà quasi interamente con le supplenze, le quali potranno contare sul rinnovo delle graduatorie d’istituto che prenderanno la sembianza di provinciali.

Ai precari, con la call veloce, inoltre, verrà data la possibilità di scegliere una provincia con maggiori probabilità di assunzione.

La prova del concorso straordinario, confermano fonti di Palazzo Chigi, “si terrà dopo l’estate e sarà in forma scritta, con consegna di un elaborato, senza quiz a risposta chiusa”.

 “Bene la soluzione sul concorso straordinario per la scuola”, ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Vogliamo ridurre il precariato, per dare più stabilità alla scuola, e vogliamo farlo attraverso una modalità di assunzione che garantisca il merito. Abbiamo 78 mila insegnanti da assumere nel primo e secondo ciclo fra concorsi ordinari e concorso straordinario. Sono numeri importanti e dobbiamo fare presto”

La proposta del Presidente del Consiglio va in questa direzione, confermando il concorso come percorso di reclutamento per i docenti”, ha confermato la ministra.

Viene accolta – ha continuato – la richiesta di modificare la modalità della prova, eliminando i quiz a crocette che erano stati previsti nel decreto scuola votato a dicembre in Parlamento. Questa prova sarà sostituita con uno scritto, in modo da garantire una selezione ancora più meritocratica”.

Occorre lavorare rapidamente, insieme al Parlamento – ha detto Azzolina – per tradurre la misura in una norma da introdurre nel decreto scuola, dimostrando che la maggioranza ha a cuore la qualità del sistema di istruzione e, di conseguenza, gli studenti, che ne sono i principali protagonisti”.

L’approvazione del Decreto Scuola, che deciderà definitivamente anche la sorte dell’aggiornamento delle graduatorie d’istituto, è prevista per la prima decade di giugno.

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