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TUTTE LE NOVITA’ SUL NUOVO CONCORSO

TUTTE LE NOVITA’ SUL NUOVO CONCORSO

Non sarà più richiesta l’abilitazione per accedere al nuovo concorso a cattedra.

Tuttavia, non sarà sufficiente neanche la sola laurea, perchè l’accesso alle selezioni sarà possibile solamente a chi ha sostenuto esami aggiuntivi per 24 crediti in pedagogia e didattica, un’attestazione relativa al possesso di competenze informatiche e telematiche e una certificazione B2 inerente ad una lingua straniera.

Inoltre, i docenti vincitori di concorso non avranno subito la loro cattedra, così come avveniva in passato e soprattutto non avranno nemmeno lo stesso stipendio sin qui riservato ai neo immessi in ruolo.

Alla luce di quanto dettato dallo schema del decreto attuativo della legge 107 riguardante il reclutamento e la formazione dei docenti, coloro che vinceranno il concorso saranno chiamati a stipulare con l’Ufficio Scolastico Regionale di competenza, un contratto di formazione iniziale e tirocinio, con la possibilità di scegliere l’ambito territoriale dove iniziare la propria carriera scolastica.

Il primo anno il docente sarà chiamato a frequentare un corso di specializzazione a tempo pieno che gli consentirà di acquisire un totale di 60 crediti formativi, di cui almeno sedici dovranno riguardare il tirocinio presso una Scuola autorizzata e accreditata e almeno dieci tramite la presenza del docente della classe.

La retribuzione sarà pari a meno di un terzo dello stipendio di un insegnante neoimmesso in ruolo o a quello di un supplente annuale: il trattamento economico, tra l’altro, riguarderà solamente dieci mensilità e l’importo dovrebbe essere di 400 euro mensili. Chi non supererà l’esame da sostenere al termine del corso sarà soggetto alla risoluzione del contratto. Per tutti coloro che, invece, supereranno l’esame il percorso formativo prevederà un anno di tirocinio con la medesima retribuzione del primo anno: il docente sarà avviato allo svolgimento delle supplenze.

Nel terzo ed ultimo anno di formazione, il docente potrà svolgere supplenze annuali con retribuzione pari a quella erogata ai supplenti. Al termine dell’intero percorso formativo, il ‘contrattista’ (così viene chiamato nel decreto) verrà valutato da una commissione di valutazione presieduta da un dirigente scolastico operante nell’ambito di appartenenza del contrattista.

In caso di valutazione positiva, il docente verrà incluso in una graduatoria regionale e, anche se il decreto non contiene le modalità di assegnazione alla sede scolastica, tutto lascia presupporre che questa avverrà tramite chiamata diretta o con assegnazione d’ufficio.

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