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MOBILITA’ : I DOCENTI VINCONO IN TRIBUNALE CONTRO L’ALGORITMO

MOBILITA’ : I DOCENTI VINCONO IN TRIBUNALE CONTRO L’ALGORITMO

Terminate le operazioni di mobilità straordinaria, effettuate tramite il misterioso algoritmo, sono iniziate quelle effettuate dai giudici, con provvedimenti che si susseguono e che  vanno tutti nella stessa direzione, ossia quella di correggere gli errori dei trasferimenti operati dal Miur.

Diverse le sentenze pronunciate contro il MIUR.

Si inizia da Salerno, dove il Giudice Ippolita Laudati della sezione lavoro del Tribunale di Salerno  ha sospeso immediatamente gli effetti del provvedimento di trasferimento del Miur nell’ambito delle operazioni nazionali stabilite in base a criteri dell’algoritmo.

Con sentenze depositate in data 11 ottobre 2016, n° 18961/2016 a firma del giudice De Giorgi, e con sentenza n°18973/2016 a firma del giudice Toni, anche il Tribunale di Brindisi ha annullato il trasferimento rispettivamente nelle province di Padova e di Venezia di due insegnanti brindisine.

A seguire, c’è stata la recente sentenza del Giudice del lavoro di Trani. Il ricorso, questa volta, era stato avanzato da una maestra di origini pugliesi, trasferita a Udine a causa dell’algoritmo.

Anche in questo caso il Giudice del lavoro di Trani ha dato ragione all’insegnante e ha condannato l’Ufficio Scolastico Regionale Puglia a collocare la docente in una delle sedi da lei indicate. Le motivazioni della sentenza poggiano sulle  conseguenze negative (non solo economiche, ma anche sociali) che l’assegnazione ad una scuola troppo distante dall’abitazione produrrebbe in capo alla docente e alla sua famiglia. Deve dunque ritenersi illegittima tale assegnazione, poiché viola il principio del cosiddetto scorrimento della graduatoria: principio che vincola sempre la pubblica amministrazione.

Anche le procedure di mobilità soggiacciono, infatti, a tale baluardo, avendo natura concorsuale. Il Giudice del lavoro ha quindi abbracciato la tesi dei sindacati, secondo cui l’algoritmo ministeriale, in alcuni casi, non ha funzionato correttamente.

Importante ricordare anche la decisione del Tribunale di Napoli, il quale ha dichiarato “il diritto del ricorrente alla valutazione, nella graduatoria per la mobilità 2016/2017, del servizio d’insegnamento svolto in istituto scolastico paritario nella stessa misura in cui è valutato il servizio statale, con conseguente disapplicazione della disposizione di cui alle “Note comuni” allegate al CCNI per la mobilità del personale docente”.

Tale provvedimento apre la strada a tutti coloro che hanno svolto il servizio nella scuola paritaria il riconoscimento del punteggio ai fini della mobilità.

Staff C.S.U.

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