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GPS: il caos delle Attività di ricerca scientifica e degli Assegni di ricerca

GPS: il caos delle Attività di ricerca scientifica e degli Assegni di ricerca

Differenza tra dottorato ed assegno di ricerca

Le università, le istituzioni e gli enti pubblici di ricerca e sperimentazione, nell’ambito delle relative disponibilità di bilancio, possono conferire assegni per lo svolgimento di attività di ricerca.

L’assegno di ricerca é una collaborazione stabilita tra l’Università e il dottore, aspirante assegnista. La sua durata è compresa tra 1 e 3 anni. Durante questo intervallo, l’assegnista esegue un lavoro di ricerca sulle tematiche prescritte dall’università, seguendo le indicazioni del responsabile, ma salvaguardando un certo grado di autonomia.

L’assegno di ricerca viene attribuito mediante selezione pubblica/bando, generalmente per titoli e colloquio, e per il singolo “assegno”.

I bandi, resi pubblici dagli atenei, enti o istituzioni, del Ministero e dell’Unione europea, contengono informazioni dettagliate sulle specifiche funzioni, sui diritti e i doveri relativi alla posizione e sul trattamento economico e previdenziale spettante

Entrambi svolgono attività di ricerca: il dottorato dura tre anni mentre l’assegno ha un tempo differente, come specificato sopra. Da un punto di vista lavorativo, il dottorando è ancora considerato uno studente al terzo livello di formazione dopo la triennale, specialistica o ciclo unico/magistrale; da sottolineare che il profilo giuridico è però in costante evoluzione; un assegnista, invece, non è più in formazione ma è un lavoratore. Sono infatti previsti due differenti contratti per le altrettante figure.

La tabella dei titoli valutabili per le GPS attribuisce 12 punti anche al dottorato di ricerca.

Le tabelle di valutazione dei titoli allegate all’OM n. 60/2020 riportano come titolo valutabile “Attività di ricerca scientifica sulla base di assegni ai sensi dell’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997 n. 449, ovvero dell’articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005 n. 230, ovvero dell’articolo 22 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, per ciascun titolo punti 12”

Il Ministero dell’istruzione ha dedicato, nelle FAQ sulle GPS, una specifica domanda e risposta sulla questione degli assegni di ricerca venendo incontro alle diverse interpretazioni degli interessati. Così chiarisce:

Nel punteggio per i titoli accademici e scientifici (sezione B.9), si valutano 12 punti per ciascun titolo. Un utente ha svolto 5 anni di ricerca scientifica con assegno di ricerca, un assegno per ogni anno. Come sarà valutata l’attività? 12 punti per ciascun anno?

L’attività è valutata rispetto al bando, non alla durata. Se il candidato ha vinto cinque bandi distinti, saranno valutati 12 punti per ciascuno. Se ha vinto un bando con durata pluriennale, il titolo è valutato 12 punti.”

Il Ministero risponde affermativamente anche alla valutazione, in questo punto, dell’attività di ricerca svolta presso Università estere.

Dunque, sarà compito delle segreterie scolastiche valutare che questi titoli vengano valutati non in base alla durata temporale ma in base al singolo bando vinto.

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