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Supplenze 2020/2021: quando si può differire la presa di servizio?

Supplenze 2020/2021: quando si può differire la presa di servizio?

I docenti che accettano le proposte di assunzione a tempo determinato, avanzate dagli uffici scolastici (GAE) e (GPS) o dai dirigenti delle scuole (graduatorie d’istituto), potranno chiedere il differimento della presa di servizio nei casi previsti dalla normativa.

Il differimento potrà essere effettuato fruendo di una delle varie assenze tipiche previste dal contratto di lavoro: assenze per malattia, infortuni, ecc.

EFFETTI GIURIDICI ED EFFETTI ECONOMICI

Fermo restando che la mancata presa di servizio deve essere in ogni caso giustificata, va ricordato che l’art. 9 del DPR 3/1957 (richiamato dall’art. 560 del Dlgs 297/94) afferma che:

 

“ La nomina dell’impiegato che per giustificato motivo assume servizio con ritardo sul termine prefissogli decorre, agli effetti economici, dal giorno in cui prende servizio. Colui che ha conseguito la nomina, se non assume servizio senza giustificato motivo entro il termine stabilito, decade dalla nomina”.

Per tali casi, quindi, il differimento della presa di servizio comporta che il tempo che trascorre tra l’accettazione della supplenza e la effettiva presa di servizio presenti validità esclusivamente giuridica e non economica. Quanto detto non si applica a quelle fattispecie, come il caso del congedo di maternità, in cui la presa di servizio non è necessaria ai fini della produzione degli effetti economici.

Se, quindi, il docente interpellato per una supplenza o presente alle convocazioni accetta l’incarico ma non può poi assumere servizio per un giustificato motivo (es. malattia, ricovero ecc.), avrà diritto comunque all’attribuzione della supplenza, ma gli effetti economici partiranno solo dopo l’effettiva assunzione in servizio.

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