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TFA SOSTEGNO: ANCORA RAMMARICO ALLA PROVA PRESELETTIVA

TFA SOSTEGNO: ANCORA RAMMARICO ALLA PROVA PRESELETTIVA

Ancora delusione e rammarico per gli aspiranti docenti di sostegno che hanno preso parte alle prove del TFA sostegno V ciclo anno accademico 2019/20

A suscitare insoddisfazione è in primis il meccanismo utilizzato per determinare il superamento della prova, in quanto a determinare l’accesso è il risultato del più bravo. Se il più bravo totalizza 30 punti su 30, quello è il metro di partenza. Se il più bravo totalizza 28, la scala scende.

I risultati sono stati comunicati dalle Università a pochi giorni di svolgimento della prova (in alcune sono già in corso le prove scritte) e subito sono stati  “mal digeriti” da alcuni candidati.

A fronte infatti del risultato dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, in cui per la primaria l’ultimo dei candidati ammessi ha un punteggio di 11.5 punti, si attesta l’UNint dove per la scuola secondaria occorre aver conseguito un risultato di almeno 28,5 per rientrare nel numero degli ammessi.

A ciò si aggiunga che la prova non è stata per molti candidati di pari difficoltà in tutti gli Atenei e qualcuno lamentava che su taluni corsi circolassero già prima della prova le domande on line.

Ricordiamo ancora che quest’anno erano esclusi dallo svolgimento della preselettiva coloro  che nei dieci anni scolastici precedenti abbiano svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, valutabili come tali ai sensi dell’articolo 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124, sullo specifico posto di sostegno del grado cui si riferisce la procedura nonché i candidati con disabilità affetti da invalidità pari o superiore all’80% di cui alla legge 104/1992 art. 20.

Il risultato della preselettiva non farà media con la prova scritta e orale, ma è determinante solo ai fini dell’accesso.

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