
Assegnazione provvisoria a.s. 2026/2027: le deroghe previste per i docenti soggetti al vincolo triennale
L’assegnazione provvisoria per l’anno scolastico 2026/2027 torna al centro dell’attenzione del personale docente, soprattutto per coloro che si trovano ancora sottoposti al vincolo triennale di permanenza nella sede di titolarità. La novità più rilevante riguarda l’operatività della deroga per i docenti che hanno genitori ultra sessantacinquenni, introdotta a seguito della conversione in legge n. 50 del decreto-legge n. 19 del 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 2026.
Si tratta di un passaggio importante, perché tale deroga era stata inizialmente prevista nell’ambito della disciplina sulle assegnazioni provvisorie, ma successivamente eliminata dall’organismo di controllo in sede di verifica del CCNI sottoscritto nel 2025. Con la conversione in legge, invece, la possibilità viene ripristinata e diventa applicabile per l’anno scolastico 2026/2027.
Non è stata invece approvata la proposta di estendere la deroga ai genitori con figli fino a sedici anni. Pertanto, per questa specifica fattispecie, resta confermato il limite dei figli minori di quattordici anni.
Che cos’è l’assegnazione provvisoria
L’assegnazione provvisoria è un movimento annuale che consente al docente di prestare servizio, per un solo anno scolastico, in una sede diversa rispetto a quella di titolarità.
La finalità principale dell’istituto è quella di permettere al personale docente di avvicinarsi al proprio nucleo familiare oppure a un determinato comune nel quale sussistano particolari esigenze personali, familiari o sanitarie.
In sostanza, il docente resta titolare nella scuola o nella provincia di appartenenza, ma per l’anno scolastico di riferimento può essere utilizzato temporaneamente in un’altra sede, se ricorrono le condizioni previste dalla normativa e dal contratto integrativo.
L’assegnazione provvisoria, quindi, non modifica la titolarità del docente, ma incide esclusivamente sulla sede di servizio per l’anno scolastico interessato.
È importante ricordare, però, che la richiesta di assegnazione provvisoria comporta generalmente la perdita del punteggio relativo alla continuità del servizio nella scuola di titolarità. Fa eccezione il caso del docente trasferito d’ufficio o a domanda condizionata in quanto soprannumerario, che abbia chiesto il rientro nella scuola di precedente titolarità.
Chi può presentare domanda di assegnazione provvisoria
Possono presentare domanda di assegnazione provvisoria i docenti con contratto a tempo indeterminato che si trovano in una delle condizioni previste dalla normativa.
In linea generale, possono fare domanda:
i docenti che hanno già superato il vincolo triennale, quando chiedono il ricongiungimento a un familiare residente nel comune richiesto;
i docenti ancora sottoposti al vincolo triennale, ma solo se rientrano in una delle deroghe espressamente previste dalla normativa vigente.
Per quanto riguarda il ricongiungimento familiare, occorre prestare attenzione al requisito della residenza. Il familiare al quale si chiede il ricongiungimento deve risultare residente nel comune richiesto da almeno tre mesi prima della data di scadenza prevista per la presentazione della domanda.
Questo aspetto è molto importante, perché l’assegnazione provvisoria non può essere richiesta liberamente per qualsiasi comune, ma deve essere collegata a una specifica esigenza familiare o personale riconosciuta dalla disciplina contrattuale.
Il vincolo triennale e il ruolo delle deroghe
Il vincolo triennale limita la possibilità, per alcuni docenti neoassunti o trasferiti, di presentare domanda di mobilità o di assegnazione provvisoria prima del decorso di tre anni nella sede assegnata.
Tuttavia, la normativa prevede alcune deroghe. Queste deroghe consentono anche ai docenti ancora vincolati di presentare domanda di assegnazione provvisoria, purché ricorra una delle situazioni tutelate.
Per l’anno scolastico 2026/2027, le deroghe assumono quindi un ruolo decisivo, perché permettono ad alcune categorie di docenti di superare temporaneamente il vincolo e chiedere l’avvicinamento alla famiglia o a situazioni personali meritevoli di tutela.
Le deroghe previste per l’a.s. 2026/2027
Per l’anno scolastico 2026/2027, i docenti soggetti al vincolo triennale possono presentare domanda di assegnazione provvisoria se rientrano in una delle seguenti condizioni.
1. Disabilità personale
Rientrano tra i beneficiari della deroga i docenti che si trovano in una situazione di disabilità personale riconosciuta ai sensi della legge n. 104/1992.
In particolare, la deroga riguarda i soggetti tutelati dall’articolo 33, commi 3, 5 e 6, della legge 104/1992, oppure dall’articolo 21 della stessa legge, nel caso di invalidità superiore ai due terzi.
Questa previsione tutela il docente che, per ragioni di salute o disabilità, abbia necessità di prestare servizio in un determinato territorio o comunque in una sede più compatibile con la propria condizione personale.
2. Figli di genitori ultra sessantacinquenni
Una delle principali novità per l’anno scolastico 2026/2027 riguarda la possibilità di presentare domanda per i docenti che sono figli di genitori ultra sessantacinquenni.
La deroga opera anche nel caso in cui il genitore compia sessantacinque anni entro il 31 dicembre 2026.
Questo significa che il docente ancora sottoposto a vincolo triennale può chiedere l’assegnazione provvisoria per ricongiungersi al genitore che abbia già compiuto 65 anni o che li compia entro la fine dell’anno solare 2026.
Si tratta di una previsione particolarmente rilevante, perché amplia le possibilità di tutela familiare e consente a molti docenti vincolati di presentare domanda, anche in assenza di altre condizioni come la legge 104.
3. Genitori con figli minori di 14 anni
Un’altra deroga riguarda i docenti genitori di figli minori di 14 anni.
La possibilità vale anche nel caso in cui il figlio compia 14 anni entro il 31 dicembre 2026.
Resta quindi confermato il limite dei quattordici anni, mentre non è stata approvata l’estensione fino ai sedici anni. Questo significa che, per l’anno scolastico 2026/2027, non potranno beneficiare di questa specifica deroga i genitori con figli che abbiano già superato il limite anagrafico previsto.
La tutela è riconosciuta anche ai genitori adottivi o affidatari. In questi casi, il vincolo è superato fino alla maggiore età del soggetto adottato o affidato.
Le ulteriori deroghe legate all’assistenza ai familiari con disabilità grave
Oltre alle deroghe sopra indicate, possono presentare domanda di assegnazione provvisoria anche i docenti che beneficiano delle tutele previste dall’articolo 42 del decreto legislativo n. 151 del 2001.
Questa norma riguarda l’assistenza a soggetti con disabilità grave e individua un ordine preciso di priorità tra i familiari aventi diritto.
Possono quindi rientrare tra i beneficiari:
il coniuge, la parte dell’unione civile o il convivente di fatto della persona con disabilità grave;
il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, nel caso in cui il coniuge, la parte dell’unione civile o il convivente di fatto siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
uno dei figli conviventi, qualora siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti anche i genitori;
uno dei fratelli o delle sorelle conviventi, nel caso in cui non siano disponibili i soggetti precedentemente indicati;
un parente o affine entro il terzo grado convivente, sempre in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti dei familiari che precedono nell’ordine di priorità.
L’ordine non è casuale: la normativa stabilisce una gerarchia precisa. Pertanto, il diritto può essere esercitato dal familiare collocato nel grado successivo solo se i soggetti che lo precedono non possono prestare assistenza per le ragioni previste dalla legge.
Attenzione alla documentazione
Per poter usufruire delle deroghe, non basta dichiarare la propria condizione. È necessario produrre la documentazione prevista a supporto della domanda.
A seconda dei casi, potranno essere richiesti certificazioni sanitarie, documentazione relativa alla disabilità, dichiarazioni sulla residenza del familiare, documenti attestanti il rapporto di parentela, l’età dei figli o dei genitori, oppure la condizione di convivenza.
La corretta compilazione della domanda e l’allegazione dei documenti richiesti sono elementi fondamentali. Un errore formale o una documentazione incompleta possono incidere sull’accoglimento della richiesta.
Conclusione
Per l’anno scolastico 2026/2027, la disciplina delle assegnazioni provvisorie introduce un elemento di particolare rilievo per i docenti sottoposti al vincolo triennale: il ripristino della deroga per chi ha genitori ultra sessantacinquenni.
Restano inoltre confermate le altre deroghe legate alla disabilità personale, alla presenza di figli minori di quattordici anni e all’assistenza di familiari con disabilità grave secondo l’ordine previsto dalla normativa.
La domanda di assegnazione provvisoria rappresenta quindi uno strumento importante per conciliare le esigenze di servizio con quelle familiari e personali del docente. Tuttavia, trattandosi di una procedura regolata da requisiti specifici, è fondamentale verificare attentamente la propria posizione prima della presentazione della domanda.



