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ANNO DI PROVA: QUALI ATTIVITA’ BISOGNA SVOLGERE?

ANNO DI PROVA: QUALI ATTIVITA’ BISOGNA SVOLGERE?

Con un avviso pubblicato sul proprio sito internet, l’INDIRE ha annunciato la prossima apertura dell’ambiente di formazione e prova per i docenti neoassunti nell’anno scolastico 2021/2022 o che hanno ottenuto il passaggio di ruolo. La data di apertura sarà comunicata prossimamente.
In questo articolo delineiamo i tratti essenziali del percorso in attesa della pubblicazione dell’annuale nota ministeriale che conterrà le indicazioni (e le eventuali novità) per il prossimo anno scolastico.

CHI DEVE FARE L’ANNO DI PROVA?
Ai sensi dell’art. 2 del DM 850/2015, sono tenuti a effettuare il periodo di formazione e di prova:

a. i docenti che si trovano al primo anno di servizio con incarico a tempo indeterminato, a qualunque titolo conferito, e che aspirino alla conferma nel ruolo (i docenti neo-immessi in ruolo);

b. i docenti per i quali sia stata richiesta la proroga del periodo di formazione e prova o che non abbiano potuto completarlo negli anni precedenti. In ogni caso la ripetizione del periodo comporta la partecipazione alle connesse attività di formazione, che sono da considerarsi parte integrante del servizio in anno di prova (in sostanza, i docenti che hanno rinviato l’anno di formazione e prova).

c. i docenti per i quali sia stato disposto il passaggio di ruolo (cioè il passaggio da un grado di istruzione all’altro).

d. i docenti che abbiano ottenuto una valutazione negativa nell’anno precedente al termine del primo anno di formazione e prova e che sono sottoposti a un secondo periodo di formazione e di prova, non rinnovabile.

In aggiunta a tali fattispecie, quest’anno si aggiungono anche i docenti che sono stati assunti dalle GPS I fascia nell’ambito della procedura straordinaria di cui all’art. 59 comma 4 del Decreto Legge 73/2021. Infatti, benché questi docenti per il primo anno stipulino un contratto a tempo determinato, per espressa previsione normativa essi svolgeranno il tradizionale percorso annuale di formazione iniziale e prova, con l’aggiunta, rispetto al normale percorso annuale, di una prova disciplinare, alla quale accedono i candidati il cui percorso annuale di formazione e prova è stato valutato positivamente. 

CHI NON DEVE EFFETTUARE L’ANNO DI PROVA
Non devono invece effettuare l’anno di prova:

  • i docenti che abbiano già svolto il periodo di formazione e prova o il percorso FIT ex DDG 85/2018 nello stesso grado. La nota n. 28730 del 21 settembre 2020 ha, infatti, chiarito esplicitamente tale punto.
  • i docenti che abbiano ottenuto il trasferimento da posto comune a sostegno e viceversa nell’ambito del medesimo grado. L’anno di prova dovrà essere ripetuto invece nel caso di “passaggio di ruolo”, da posto comune a posto di sostegno o viceversa, nell’ambito di un diverso grado\ordine di scuola. 

IN COSA CONSISTE L’ANNO DI PROVA?
L’anno di formazione e prova consiste in un percorso formativo quantificato in 50 ore di impegno anche se si tratta solamente di una stima in quanto molte delle attività previste non possono essere quantificate con precisione.
In particolare sono previste le seguenti attività:

  1. Incontro iniziale
  2. Laboratori formativi
  3. Attività di peer to peer
  4. Attività sulla piattaforma INDIRE
  5. Incontro di restituzione finale

INCONTRO INIZIALE (3 ORE)
Si tratta dell’attività che dà avvio al percorso di formazione e prova. L’Ambito Territoriale della provincia organizza, in accordo con le Scuole Polo per la formazione docenti, un incontro con il personale docente ed educativo in periodo di formazione e prova con l’obiettivo di illustrare:

  • le modalità generali del percorso di formazione;
  • il profilo professionale atteso;
  • le innovazioni in atto nella scuola.

Durante questi incontri verranno fornite indicazioni sulle diverse fasi del percorso di formazione e saranno illustrati i materiali di supporto per la successiva gestione delle attività. Le informazioni dovranno aiutare i docenti a meglio inserirsi nelle dinamiche della vita professionale, anche con indicazioni di carattere operativo (ad esempio l’utilità di accedere ai benefici del sistema previdenziale Espero). É consentita, a richiesta, la partecipazione del docente tutor. Sarebbe utile affiancare alle informazioni tecniche, anche comunicazioni di sicuro valore culturale. Gli incontri potranno essere organizzati a diversa scala territoriale, secondo la programmazione stabilita dagli Uffici scolastici regionali o dagli Uffici territoriali, d’intesa con le scuole polo.

LABORATORI FORMATIVI (12 ORE)
Il personale docente ed educativo in periodo di formazione e prova parteciperà a dei laboratori formativi in presenza o on-line (incontri a piccoli gruppi, con la guida operativa di un tutor-formatore) implica complessivamente la fruizione di 12 ore di formazione. Sulla base dei contenuti offerti, del livello di approfondimento, della dimensione operativa, potranno essere adottate soluzioni differenziate, con durata variabile dei moduli (di 3 ore, di 6 ore o più).

Annualmente il Ministero dell’Istruzione indica le tematiche prioritarie che dovranno essere affrontate in occasione dei laboratori.  L’obiettivo è quello di potenziare le competenze trasversali e approfondire conoscenze specifiche, stimolando la condivisione di esperienze e la soluzione di problemi reali nel contesto scuola.

VISITA ALLE SCUOLE INNOVATIVE
La nota Ministeriale valida per l’anno scolastico 2020\2021, diversamente da quelle degli anni precedenti, non ha riproposto invece la possibilità di sostituire, su base volontaria, i laboratori formativi con le visite nelle scuole innovative che si caratterizzano per una consolidata propensione all’innovazione didattica e organizzativa finalizzata a favorire il confronto, il dialogo e il reciproco arricchimento. Al momento non è noto se questa scelta, probabilmente dovuta all’emergenza sanitaria in atto, sarà confermata anche per l’anno scolastico 2021\2022.

IL TUTOR
Ad ogni docente in periodo di prova verrà assegnato un tutor di riferimento, preferibilmente della stessa disciplina, area disciplinare o tipologia di cattedra ed operante nello stesso plesso. In ogni modo il rapporto non potrà superare la quota di tre docenti affidati al medesimo tutor.
Il profilo del tutor deve tener conto delle caratteristiche del tutor accogliente degli studenti universitari impegnati nei tirocini formativi attivi (cfr. DM 249/2010); la sua individuazione spetta al Dirigente Scolastico attraverso un opportuno coinvolgimento del Collegio dei docenti.

I Dirigenti scolastici procederanno all’individuazione tempestiva dei tutor per i docenti in anno di formazione, prospettando loro gli impegni previsti (per cui si rimanda a quanto previsto nel DM 850/2015), tenendo conto degli impegni formativi complessivi per il personale. Anche per i docenti che devono ripetere un nuovo periodo di prova e formazione deve essere prevista la nomina di un docente tutor, possibilmente diverso da quello che lo ha accompagnato nel primo anno di servizio.

Al fine di riconoscere l’impegno del tutor durante l’anno di prova e di formazione, le attività svolte (progettazione, confronto, documentazione e l’eventuale partecipazione agli incontri iniziali e finali di cui alla lettera a) potranno essere attestate e riconosciute dal Dirigente Scolastico come iniziative di formazione previste dall’articolo 1, comma 124 della L. 107/2015. Inoltre, apposite iniziative di formazione per i docenti tutor saranno organizzate dagli Uffici scolastici regionali utilizzando quota-parte dei finanziamenti per attività regionali. Le iniziative, che potranno avvalersi della collaborazione di strutture universitarie o enti accreditati, metteranno al centro la sperimentazione di strumenti operativi e di metodologie di supervisione professionale (criteri di osservazione in classe, peer review, documentazione didattica, counselling professionale, ecc.).

ATTIVITÀ DI PEER TO PEER
Sono previste 12 ore di attività di peer to peer (12 ore complessive) così articolate:

  1. Progettazione condivisa (3 ore)
  2. Osservazione del neoassunto nella classe del tutor (4 ore)
  3. Osservazione del tutor nella classe del neoassunto (4 ore)
  4. Verifica dell’esperienza (1 ora)

L’obiettivo di questa fase è quello di sviluppare competenze sulla conduzione della classe e sulle attività di insegnamento, sul sostegno alla motivazione degli allievi, sulla costruzione di climi positivi e motivati e sulle modalità di verifica formativa degli apprendimenti. In questo quadro, è importante valorizzare la figura del tutor accogliente che, a maggior ragione durante questo anno scolastico, dovrà assicurare il collegamento con il lavoro didattico sul campo per gli insegnanti neoassunti, specie di coloro che si affacciano per la prima volta all’insegnamento. Durante la fase peer to peer, il tutor supporta il docente a comprendere meglio il proprio stile di insegnamento, a
valorizzare i propri punti di forza e/o a potenziare quelli di debolezza.

ATTIVITÁ SULLA PIATTAFORMA INDIRE
Come di consueto, saranno previste delle attività da svolgere nella piattaforma INDIRE, con un impegno forfettariamente stimato in 20 ore.  La piattaforma pertanto non tiene conto del tempo effettivo di connessione necessario allo svolgimento delle attività online ma si ritiene che, per svolgere tutte le attività necessarie a stampare la versione definitiva del dossier finale, siano necessarie non meno di 20 ore di lavoro sulla piattaforma online.
In particolare, il docente dovrà predisporre il proprio portfolio professionale che dovrà contenere:

  1. uno spazio per la descrizione del proprio curriculum professionale;
  2. l’elaborazione di un bilancio di competenze, all’inizio del percorso formativo;
  3. la documentazione di fasi significative della progettazione didattica, delle attività didattiche svolte, delle azioni di verifica intraprese;
  4. la realizzazione di un bilancio conclusivo e la previsione di un piano di sviluppo professionale

IL PORTFOLIO PROFESSIONALE
Il Curriculum formativo richiede al docente di ricostruire la parte più significativa della storia professionale e/o educativa (ma anche esperienze che non rientrano in queste categorie, ad esempio esperienze di volontariato o personali). Esso dovrebbe essere idealmente compilato come prima attività del percorso formativo con lo scopo di ripercorrere la propria vita professionale e tradurre le esperienze più significative in competenze acquisite.
Non si tratta, dunque, di un tradizionale curriculum vitae e il suo scopo non è di riportare tutti i titoli e le esperienze professionali avute, ma solo alcune tra quelle che più hanno contribuito a formare come docente.

Si tratta di un’attività utile alla redazione del Bilancio iniziale, dove invece si propone una lista di competenze sulla base della quale procedere ad un’auto-valutazione di quelle possedute e di quelle da potenziare.

Per ciascuna esperienza occorre indicare:

  • Titolo dell’esperienza – (ad esempio: attività di volontariato avvistamento incendi)
  • Anno di riferimento – l’anno di inizio dell’esperienza scelta
  • Breve descrizione – una breve descrizione dell’esperienza
  • Quali specifiche conoscenze/competenze hai acquisito nel corso dell’esperienza indicata e che ruolo hanno nello svolgimento della tua professione?

BILANCIO INIZIALE DELLE COMPETENZE
Altra attività iniziale è la predisposizione del bilancio iniziale delle competenze. Si tratta di un documento di autovalutazione in cui l’insegnante, rispondendo a delle domande guida, deve criticamente valutare, all’inizio dell’anno di formazione e prova, i propri punti di forza e di debolezza. In tale processo il docente dovrebbe essere auspicabilmente sostenuto dal tutor e ciò dovrebbe portare alla definizione delle attività formative da svolgere durante l’anno di prova.

La redazione del Bilancio iniziale rappresenta, dunque, la premessa sulla base della quale elaborare, con il supporto del tutor e del Dirigente scolastico, il Patto formativo

PATTO FORMATIVO
Sulla base del bilancio iniziale delle competenze, il docente e il Dirigente scolastico della scuola in cui si svolge l’anno di prova dovranno stipulare il patto formativo. In quest’ultimo devono essere indicate le azioni formative che s’intendono intraprendere durante l’anno di prova e i corrispondenti obiettivi formativi (art. 5, DM 850/2015; art. 4, CM 36167/2015).
Il Patto formativo dovrà essere elaborato sulla base del modello in uso nel proprio istituto (nel Toolkit presente nella piattaforma INDIRE sono resi disponibili dei modelli di Patto formativo condivisi dalle scuole negli anni passati).

DOCUMENTAZIONE DELLE FASI SIGNIFICATIVE DELLA PROGETTAZIONE DIDATTICA
In questa sezione si chiede di documentare nell’ambiente online un’attività didattica che intendi svolgere con i tuoi allievi.
È auspicabile che l’attività didattica coincida con quella progettata in collaborazione con il tutor, e abbia per oggetto quanto appreso in uno dei laboratori formativi cui hai partecipato, ma non vi sono obblighi: la scelta del tipo di attività da progettare e documentare nell’ambiente online è responsabilità del solo docente in formazione.

La sezione Attività didattica è strutturata in 3 parti:

  1. Progettazione
  2. Documentazione
  3. Riflessione

La sezione Progettazione è costituita dalla sotto sezione Scheda di progettazione dell’attività didattica che consente al docente di inserire direttamente nell’ambiente le
informazioni di progettazione dell’attività (argomento oggetto dell’attività, obiettivi, fasi di
lavoro e strumenti di valutazione, ecc.). L’attività di progettazione non prevede il caricamento di alcun file di progettazione dell’attività. 

La sezione DOCUMENTAZIONE è utile per la scelta del materiale digitale funzionale a documentare l’attività didattica svolta a scuola. Tuttavia, IL MATERIALE CHE SCEGLI PER DOCUMENTARE L’ATTIVITÀ NON DEVE ESSERE CARICATO IN QUESTO AMBIENTE, ma può essere raccolto in quanto utile (tutto o in parte) per realizzare una narrazione dell’attività didattica da presentare ai fini del Comitato di valutazione. 

Nella pagina Riflessione sull’attività, vengono proposte alcune domande per riflettere e
individuare le difformità tra l’attività pianificata e quella svolta: lo scarto tra i risultati previsti  quelli ottenuti; l’individuazione degli elementi vincenti da riprendere e rafforzare in
successive attività; l’individuazione degli elementi critici da migliorare approfondendo aspetti teorici e/o sperimentando altre strade; quanto colleghi e tutor hanno influito sulla
progettazione e svolgimento dell’attività.

Esempi di Domande guida:

  • L’attività si è sviluppata come avevi progettato o previsto? In caso contrario, cosa si è rivelato diverso? Perché? (Ad esempio: eventi imprevisti, reazioni degli allievi, loro difficoltà non previste, un’errata previsione dei tempi, ecc.)
  • Quali credi siano state le tue scelte (di metodo, di strumenti e materiali di supporto utilizzati, di valutazione ecc.) più efficaci? Perché?
  • Rispetto alle competenze su cui hai riflettuto nel Bilancio iniziale, quali competenze sono state favorite o approfondite con questa esperienza?

BILANCIO FINALE (CONCLUSIVO)

Il Bilancio finale permette al docente di valutare se e come le proprie competenze professionali si siano trasformate ed evolute durante l’anno di prova, tenendo in considerazione quanto indicato nel Bilancio iniziale.  Come il Bilancio Iniziale, il Bilancio Finale non ha un carattere valutativo ma è pensato per supportare un processo di autovalutazione.

Il Bilancio finale riprende quanto fatto nel Bilancio iniziale. 

  1. Innanzitutto, si richiede di rileggere il Bilancio iniziale che hai compilato all’inizio dell’anno.
  2. Poi, si richiede di indicare gli ambiti di competenza che ritieni di avere migliorato grazie all’anno di formazione componendo un testo libero in risposta alla domanda guida.

QUESTIONARIO SUI BISOGNI FORMATIVI

Al termine del percorso di formazione occorre compilare il questionario sui bisogni formativi, compilato online e finalizzato ad evidenziare su quali ambiti / temi si concentra il fabbisogno formativo espresso dai docenti al fine di informare la pianificazione della formazione in servizio.

La sua compilazione è un requisito necessario per l’esportazione del Dossier finale. A conclusione del percorso, nella sezione Dossier Finale si può visualizzare un riepilogo di quanto fatto ed esportare i documenti da presentare al comitato di valutazione.

INCONTRO DI RESTITUZIONE FINALE (3 ORE)
Si tratta di un incontro conclusivo, organizzato dall’Ambito territoriale provinciale, di carattere culturale e professionale nel quale verrà anche proposta una restituzione finale della valutazione complessiva dell’azione formativa realizzata.
Le indicazioni ministeriali suggeriscono di organizzare eventi di carattere professionale attraverso il coinvolgimento e le testimonianze dei diretti protagonisti degli eventi formativi (es. docenti partecipanti al visiting o a laboratori particolarmente coinvolgenti, tutor, dirigenti scolastici), oltre che esperti di sviluppo professionale e comunità professionale. Dovranno comunque essere adottate formule organizzative flessibili, per evitare generiche e improduttive assemblee plenarie. 

COLLOQUIO DINNANZI AL COMITATO DI VALUTAZIONE

Al termine dell’anno, al docente viene chiesto di sostenere un colloquio innanzi al comitato di valutazione. 

Il Comitato di valutazione dei docenti in anno di prova è formato secondo il comma 129 della legge 107/2015 dal:

  • Dirigente Scolastico (che lo presiede)
  • Da 3 docenti del comitato di valutazione (2 nominati dal Collegio Docenti e 1 nominato dal Consiglio d’Istituto);
  • Dal tutor dell’anno di prova.

Il colloquio prende avvio dalla presentazione delle attività di insegnamento e formazione e della relativa documentazione contenuta nel portfolio professionale, consegnato al dirigente scolastico che lo trasmette al comitato almeno cinque giorni prima della data fissata per il colloquio. La presentazione del portfolio di fronte al Comitato di valutazione sostituisce l’elaborazione di ogni altra relazione.

All’esito del colloquio, il comitato si riunisce per l’espressione del parere. Il docente tutor presenta le risultanze emergenti dall’istruttoria compiuta in merito alle attività formative ed alle esperienze di insegnamento e partecipazione alla vita della scuola del docente. Il dirigente scolastico presenta una relazione per ogni docente comprensiva della documentazione delle attività di formazione, delle forme di tutoring, e di ogni altro elemento informativo o evidenza utile all’espressione del parere.
Il parere del comitato è obbligatorio, ma non vincolante per il dirigente scolastico, che può discostarsene con atto motivato.

VALUTAZIONE DELL’ANNO DI PROVA
Con il superamento dell’anno di prova i docenti neoimmessi in ruolo vengono confermati in ruolo a decorrere dal 1° settembre dell’anno scolastico successivo. La negativa valutazione del percorso di formazione e prova comporta la reiterazione dell’anno di prova ai sensi dell’articolo 1, comma 119, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Quindi, nel caso di valutazione negativa espressa dal Dirigente scolastico, sentito il parere del Comitato di valutazione, l’anno di prova viene reiterato. Questo significa che potrà essere ripetuto ma una sola volta in quanto nel caso di un secondo esito negativo il contratto si scioglierà.

DOCENTI ASSUNTI DA GPS I FASCIA
I docenti assunti sulla base della procedura straordinaria di cui all’art. 59 del DL 73/2021, in caso di positiva valutazione dell’anno di prova, dovranno però sostenere anche la prova disciplinare. Tale prova è superata dai candidati che raggiungono una soglia di idoneità ed è valutata da una commissione esterna all’istituzione scolastica di servizio.
Sulla base degli elenchi degli ammessi alla prova disciplinare a seguito del positivo superamento dell’anno di formazione e prova gli USR redigono il calendario dei colloqui, distinti per grado di scuola e tipologia di posto. Lo svolgimento delle prove si conclude entro il mese di luglio 2022.

La prova disciplinare consiste in un colloquio di idoneità volto a verificare:

a) per l’insegnamento su posto comune nelle scuole di ogni grado, possesso e corretto esercizio, in relazione all’esperienza maturata dal  docente e validata dal superamento dell’anno di formazione iniziale e prova, delle competenze culturali e disciplinari, relative ai nuclei fondanti delle discipline di insegnamento sottese ai traguardi di competenza e agli obiettivi di apprendimento previsti dagli ordinamenti vigenti;

b) per l’insegnamento sui posti di sostegno nelle scuole di ogni grado, possesso e corretto esercizio, in relazione all’esperienza maturata dal docente e validata dal superamento dell’anno di formazione iniziale e prova, delle conoscenze e competenze finalizzate a una progettazione educativa individualizzata che, nel rispetto dei ritmi e degli stili di apprendimento e delle esigenze di ciascun alunno, individua, in stretta collaborazione con gli altri membri del consiglio di classe, interventi equilibrati fra apprendimento e socializzazione e la piena valorizzazione delle capacità e delle potenzialità possedute dal soggetto in formazione.

GIUDIZIO NEGATIVO DELLA PROVA DISCIPLINARE
Il giudizio negativo relativo alla prova disciplinare comporta la decadenza dalla procedura di assunzione e l’impossibilità di trasformazione a tempo indeterminato del contratto. In questo caso quindi non vi sarà alcuna possibilità di ripetere l’anno di formazione e prova.
In caso di positiva valutazione sia del percorso annuale di formazione e prova che della prova disciplinare, il docente è assunto a tempo indeterminato e confermato in ruolo, con decorrenza giuridica dal 1° settembre 2021 o, se successiva, dalla data di inizio del servizio, nella medesima istituzione scolastica presso cui ha prestato servizio a tempo determinato.

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