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SIAMO ACIDI?

SIAMO ACIDI?

Sempre più spesso si sente parlare di alcalinizzare il nostro organismo per combattere l’acidità. Il nostro corpo lavora al meglio in condizioni di pH leggermente alcalino. Il pH è misura della concentrazione dei protoni o ioni H+. Il sistema tampone del sangue ad esempio è intorno ai 7,35.

I protoni, responsabili dell’acidificazione vengono in parte prodotti dai normali processi biologici durante la trasformazione di carboidrati, lipidi e aminoacidi in energia. Il mantenimento del pH fisiologico avviene grazie al fatto che organi come i reni ed i polmoni smaltiscono questi acidi e grazie ad alcuni sistemi, detti tampone, che neutralizzano i protoni.

I polmoni smaltiscono gli acidi volatili sotto forma di CO2 (anidride carbonica) mentre i remi eliminano i protoni, H+ riversandoli nelle urine e quindi acidificandole.

La nostra alimentazione ed il nostro stile di vita purtroppo hanno aumentato di gran lunga la produzione di sostanze acide le quali si vanno ad accumulare all’interno della matrice extracellulare; ovvero in quella struttura in cui le cellule sono immerse.

Gli alimenti che consumiamo vengono classificati tutti in base ad un indice detto PRAL, che valuta il loro potenziale di acidità. Cereali, carne, pesce e formaggi risultano essere i più acidificanti. Frutta e verdura gli alimenti più alcalinizzanti.

Tuttavia quello che c’è da dire è che le proteine raramente vengono “bruciate” a fini energetici, bensì vengono utilizzate a fini plastici (per costruire il nostro organismo). Ne risulta che, non essendo bruciate, non producono scorie acide (o lo fanno in maniera minima).

I carboidrati/amidi e gli zuccheri semplici invece, avendo come unica (o quasi) funzione quella di essere ossidati per produrre energia, saranno i principali responsabili del rilascio di protoni H+ e dunque dell’acidificazione del nostro organismo.

Ancora una volta ne viene fuori che l’uso smodato dei carboidrati e degli zuccheri raffinati è causa di problemi per il nostro organismo. La varietà di problemi che l’acidosi tissutale e metabolica può portare è ovviamente ampia. Senza scendere nel dettaglio, si passa dal malfunzionamento degli organelli cellulari all’osteoporosi, dove l’organismo, nel disperato tentativo di tamponare gli acidi, preleva il calcio dall’osso.

Qual è la soluzione? Accoppiare sempre grandi porzioni di vegetali crudi e cotti ad ogni pasto. Cercare di non eccedere con i cereali e gli zuccheri.

Ultimo passaggio lo dedico ad un altro fattore causa di acidificazione: lo stess. Gli ormoni dello stress (cortisolo in primis) mettono in moto una serie di reazioni metaboliche che aumentano la produzione di scorie acide e radicali. Dunque cercare di sostenere lo stress con tecniche di rilassamento, ottimo lo Yoga (per gli individui di gruppo A soprattutto), oppure tramite l’integrazione con piante adattogene.

Vogliatevi bene!

Dott. Giacomo Egger

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