
GPS 2026 e scelta delle 150 preferenze: cosa cambia per gli spezzoni orari
Dal 16 al 29 luglio gli aspiranti inseriti nelle GPS potranno compilare l’istanza per la scelta delle 150 preferenze, passaggio fondamentale per concorrere all’attribuzione delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche.
Uno dei temi che più interessa i docenti riguarda il funzionamento degli spezzoni orari, soprattutto alla luce delle novità previste per le operazioni del 2026.
La principale novità riguarda la possibilità di procedere con le cosiddette aggregazioni degli spezzoni. In pratica, più spezzoni orari potranno essere uniti tra loro per formare una cattedra, o comunque un incarico con un monte ore più consistente.
Si tratta di un meccanismo simile a quello già conosciuto nelle assegnazioni provvisorie, dove più spezzoni possono essere accorpati, purché vengano rispettati determinati limiti: al massimo tre scuole e non più di due comuni diversi.
L’aggregazione, però, non potrà avvenire liberamente. Gli spezzoni dovranno appartenere alla stessa classe di concorso. Non sarà quindi possibile sommare ore riferite a insegnamenti diversi. Inoltre, l’accorpamento dovrà rispettare il limite massimo previsto per quella tipologia di insegnamento.
Ad esempio, nella scuola secondaria, dove la cattedra ordinaria è generalmente di 18 ore, due spezzoni da 9 ore potranno essere uniti per formare una cattedra completa al 30 giugno.
Diverso è il caso in cui gli spezzoni, sommati tra loro, superino il limite previsto. Se, ad esempio, sono disponibili uno spezzone da 10 ore e uno da 12 ore, la somma arriverebbe a 22 ore: in questo caso l’aggregazione non potrà essere effettuata e gli spezzoni resteranno separati.
Le aggregazioni potranno riguardare anche incarichi inferiori all’orario completo. Per esempio, uno spezzone da 8 ore e uno da 6 ore potranno essere accorpati per formare un incarico da 14 ore, sempre nel rispetto delle regole previste.
Un altro aspetto importante riguarda la distanza tra le scuole. L’aggregazione dovrà rispettare criteri territoriali, ma potrebbero comunque verificarsi situazioni poco comode, con scuole anche molto distanti tra loro. In questi casi il docente dovrà valutare se accettare l’incarico così composto o se ricorrere eventualmente al part-time, possibilità che potrà essere presa in considerazione in presenza di situazioni particolarmente difficili da gestire.
Particolare attenzione va poi agli spezzoni fino a 6 ore. Queste ore, infatti, seguono una procedura specifica. In una prima fase, il dirigente scolastico dovrà verificare la disponibilità dei docenti già in servizio nella scuola ad accettare ore aggiuntive.
Successivamente, gli spezzoni passeranno alla gestione dell’Ufficio scolastico provinciale, che potrà utilizzarli prioritariamente per operazioni come assegnazioni provvisorie, utilizzazioni o riarticolazioni di cattedra.
Se l’Ufficio scolastico utilizza queste ore per tali finalità, gli spezzoni non rientreranno più nella disponibilità della singola scuola. Se invece non vengono impiegati, potranno tornare alla scuola di origine, qualora vi siano docenti interni disponibili ad accettarli.
In assenza di disponibilità interna, gli spezzoni potranno essere utilizzati per le aggregazioni nell’ambito delle procedure GPS. Solo in una fase successiva, se non assegnati, potranno essere attribuiti tramite le graduatorie di istituto.
In sintesi, per il 2026 gli spezzoni avranno una gestione più articolata rispetto al passato. L’obiettivo è quello di ridurre la frammentazione degli incarichi e consentire, dove possibile, la formazione di cattedre o incarichi più consistenti. Tuttavia, gli aspiranti dovranno prestare molta attenzione nella compilazione delle 150 preferenze, valutando bene la disponibilità agli spezzoni, alle aggregazioni e agli eventuali spostamenti tra più scuole.



