
Supplenze docenti: l’algoritmo GPS bocciato dal Tribunale. Maxi risarcimento da quasi 20mila euro e punteggio pieno per il 2024/25
Nuovo e rilevante stop giudiziario per il sistema informatizzato di assegnazione delle supplenze da Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS). Con una recente sentenza, il Tribunale di Torino ha accertato l’illegittimità dell’algoritmo utilizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, condannando l’Amministrazione al risarcimento dei danni subiti da una docente precaria alla quale era stato illegittimamente negato l’incarico.
Il giudice del lavoro ha riconosciuto alla ricorrente un risarcimento per lucro cessante pari a 19.551,14 euro, oltre agli interessi legali e alle spese processuali, accogliendo integralmente il ricorso promosso dalla docente, assistita dagli avvocati Maria Dolores Broccoli, Walter Miceli, Fabio Ganci e Giovanni Rinaldi, per conto del sindacato Anief.
Ma la pronuncia non si limita al solo profilo risarcitorio. Il Tribunale ha infatti riconosciuto anche il diritto alla maturazione integrale del punteggio di servizio relativo all’anno scolastico 2024/2025, con evidenti ricadute sulle future posizioni di graduatoria e sulle possibilità occupazionali della docente.
Le motivazioni della sentenza: violati merito, buona fede e correttezza
Di particolare rilievo sono le motivazioni alla base della decisione. Secondo il Tribunale di Torino, l’interpretazione adottata dall’Amministrazione dell’ordinanza ministeriale che disciplina il conferimento delle supplenze da GPS risulta incompatibile con il principio di meritocrazia e contraria ai doveri di buona fede e correttezza che devono caratterizzare l’azione amministrativa.
Il giudice evidenzia inoltre le criticità strutturali di un sistema fondato su automatismi informatici, quando questi non sono adeguatamente governati, verificabili e coerenti con il quadro normativo. In particolare, l’elaborazione algoritmica non può sostituirsi a una corretta applicazione delle regole, soprattutto quando produce effetti pregiudizievoli per i diritti dei lavoratori.
Un filone giurisprudenziale ormai consolidato
La decisione si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai consolidato, avviato negli anni scorsi grazie alle azioni promosse dall’avv. Maria Dolores Broccoli, che per prima ha ottenuto pronunce giudiziarie volte a smascherare le distorsioni del sistema informatizzato di assegnazione delle supplenze.
Negli ultimi anni, diversi tribunali del lavoro hanno infatti riconosciuto che l’algoritmo GPS, così come strutturato e applicato, può determinare assegnazioni illegittime, mancato conferimento di incarichi e danni economici rilevanti a carico dei docenti precari.
Anief: “L’Amministrazione deve rispettare le regole sostanziali”
Sulla sentenza è intervenuto anche il Presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, sottolineando come la pronuncia del Tribunale di Torino richiami con forza l’Amministrazione al rispetto delle regole sostanziali:
quando l’elaborazione informatica si traduce in decisioni non verificabili e non coerenti con la normativa vigente, non può prevalere sui diritti dei lavoratori.
Un richiamo che assume particolare importanza alla luce delle imminenti procedure di attribuzione delle supplenze e dell’aggiornamento delle GPS, in un contesto in cui l’affidamento cieco all’algoritmo continua a generare contenzioso e incertezze.



