
Tempo di Naspi: cosa c’è da sapere?
Con la chiusura dell’anno scolastico 2024/2025, molti docenti precari stanno già pensando a come affrontare i mesi estivi privi di stipendio. Come ogni anno, una delle soluzioni più attese è la domanda di NASpI, l’indennità di disoccupazione riconosciuta dall’INPS a chi perde involontariamente il lavoro. Un diritto importante per chi opera nella scuola con contratti a tempo determinato, e che nel 2025 presenta alcune novità da conoscere bene.
✅ Chi ha diritto alla NASpI
La NASpI spetta a chi perde il lavoro in modo involontario, quindi a:
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Docenti con contratto a tempo determinato scaduto;
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Lavoratori licenziati;
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Chi si dimette per giusta causa;
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Genitori neo-assunti che si dimettono durante il periodo tutelato dalla maternità/paternità.
🔴 Non spetta, invece, ai docenti di ruolo o a chi ha contratti a tempo indeterminato nella Pubblica Amministrazione.
Per accedere alla NASpI nel 2025, è indispensabile aver maturato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la domanda. Questo vale anche per chi ha svolto supplenze brevi, purché il requisito contributivo sia soddisfatto.
🆕 Le novità introdotte nel 2025
Un’importante modifica è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 e confermata dalla circolare INPS n. 98 del 5 giugno 2025. Per chi si dimette (o risolve consensualmente il rapporto) da un contratto a tempo indeterminato, per ottenere la NASpI dovrà aver versato almeno 13 settimane di contributi nei 12 mesi precedenti alla nuova cessazione del lavoro.
❗ Restano escluse da questa restrizione:
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le dimissioni per giusta causa;
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le dimissioni in periodo di tutela da maternità;
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le risoluzioni consensuali ex art. 7, Legge 604/1966.
📝 Come presentare domanda
La domanda di NASpI si presenta online all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del contratto, tramite:
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portale INPS (con SPID, CIE o CNS),
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CAF o patronati.
📌 La decorrenza dell’indennità:
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parte dall’ottavo giorno dalla cessazione se la domanda è presentata entro 8 giorni;
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parte dal giorno successivo alla domanda se questa arriva più tardi.
⚠️ Attenzione: non bisogna lavorare nei primi 7 giorni successivi alla scadenza del contratto, altrimenti la domanda sarà respinta. In quel caso, si potrà ripresentare solo dopo la nuova cessazione lavorativa.
📌 Nota importante: la sola scadenza del contratto scolastico non basta. Il docente deve essere effettivamente disoccupato: se ha altri contratti attivi, la NASpI potrebbe non essere concessa.
📅 Durata e importi dell’indennità
La NASpI dura la metà delle settimane di contributi versati negli ultimi 4 anni, purché non già usate per precedenti NASpI. Ad esempio, con 8 mesi di contributi si ottengono 4 mesi di indennità.
💶 Quanto spetta?
L’importo si calcola sulla media delle retribuzioni degli ultimi 4 anni:
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se la media è ≤ 1.436,61 €, spetta il 75%;
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se è superiore, si aggiunge anche il 25% della differenza tra la media e 1.436,61 €.
📈 Il massimale 2025 è di 1.562,82 € mensili.
🟡 Attenzione alla decurtazione:
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Dal 6° mese si applica una riduzione del 3% al mese;
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Solo chi ha compiuto 55 anni, la subisce dal 9° mese.
📌 In sintesi
La NASpI rappresenta uno strumento essenziale per migliaia di docenti precari, soprattutto in un’estate che si preannuncia ancora incerta per molte cattedre. Conoscere bene tempi, requisiti e modalità può fare la differenza tra ricevere il sostegno economico e vedersi respinta la domanda.
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