
Assunzioni docenti, restano numerose cattedre di sostegno vacanti: in Lombardia circa 2.200 posti alla primaria
- Posted by centro studi ulisse
- Date 2 Settembre 2026
- Categories Scuola
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Nonostante l’aumento delle assunzioni rispetto agli anni passati, le attuali procedure di reclutamento non riescono ancora a coprire tutte le cattedre disponibili. Le maggiori criticità riguardano il sostegno nella scuola primaria, soprattutto in alcune regioni settentrionali. Sul versante delle supplenze, invece, emergono difficoltà legate alla creazione di posti orario mediante l’unione di spezzoni appartenenti a scuole diverse.
A tracciare il quadro è stato Attilio Varengo della CISL Scuola, intervenuto durante un confronto sindacale trasmesso da Orizzonte Scuola. La sua analisi ha riguardato sia le immissioni in ruolo sia le GPS, con particolare attenzione alle situazioni registrate in Lombardia, Veneto e Piemonte.
Aumentano le procedure, ma molte cattedre restano scoperte
Le operazioni di assunzione sono diventate particolarmente articolate. Ai concorsi, alle graduatorie a esaurimento e agli altri consueti canali di reclutamento si sono aggiunti anche gli elenchi regionali.
Secondo Varengo, questo insieme di procedure ha permesso di incrementare il numero delle assunzioni rispetto agli anni precedenti, senza tuttavia garantire la copertura integrale dei posti autorizzati.
Il problema, dunque, non consiste nella mancanza di cattedre disponibili, ma nell’incapacità degli attuali meccanismi di individuare un numero sufficiente di docenti da assumere stabilmente.
In Lombardia circa 2.200 posti di sostegno alla primaria
La situazione più significativa riguarda la Lombardia, dove sarebbero rimasti vacanti e disponibili circa 2.200 posti di sostegno nella scuola primaria.
Anche nelle regioni confinanti si registrano numeri rilevanti: oltre 500 disponibilità in Veneto e più di 200 in Piemonte, sempre sul sostegno alla primaria.
I dati richiamati da Varengo mostrano quindi un divario considerevole tra il numero delle cattedre disponibili e quello delle assunzioni effettivamente realizzate. Di conseguenza, molti di questi posti dovranno essere assegnati successivamente attraverso incarichi a tempo determinato.
Mini call veloce, assunzioni dimezzate rispetto all’anno precedente
Anche la mini call veloce non avrebbe prodotto risultati sufficienti per ridurre in modo significativo il numero delle cattedre residue.
In base ai dati citati da Varengo, le assunzioni effettuate tramite questo strumento sarebbero passate dalle circa 1.400 dell’anno precedente alle circa 700 dell’anno in corso.
La flessione evidenzierebbe i limiti della procedura, soprattutto nei territori nei quali continua a concentrarsi un numero elevato di posti vacanti. Le autorizzazioni alle assunzioni esistono, ma il sistema non riesce a trasformarle integralmente in contratti a tempo indeterminato.
Posto comune, cresce la disponibilità di docenti abilitati
Per quanto riguarda il posto comune, lo scenario sarebbe parzialmente cambiato. In passato una delle principali difficoltà era rappresentata dalla scarsità di candidati abilitati; oggi, invece, la presenza di un numero maggiore di docenti in possesso dell’abilitazione sposta l’attenzione sulla capacità del sistema di assorbirli attraverso percorsi di stabilizzazione.
La mancata copertura dei posti in ruolo produce conseguenze dirette anche sulle GPS, poiché le cattedre rimaste libere confluiscono nelle disponibilità da attribuire attraverso le procedure per le supplenze.
Sostegno, criticità per chi non supera la prova finale
Varengo ha richiamato anche la situazione dei docenti di sostegno inizialmente assunti a tempo determinato nell’ambito delle procedure finalizzate alla successiva immissione in ruolo.
Alla CISL Scuola sarebbero stati segnalati casi di insegnanti specializzati che, pur avendo superato l’anno di prova svolto nell’istituto scolastico, non hanno ottenuto un esito positivo nella verifica finale prevista dalla procedura.
Secondo il rappresentante sindacale, questa situazione costituisce una delle criticità sulle quali sarà necessario intervenire al termine della fase di reclutamento legata al PNRR.
GPS, in Piemonte spezzoni uniti ma difficili da raggiungere
Sul fronte delle supplenze, l’attenzione si concentra sui posti orario ottenuti aggregando spezzoni disponibili in scuole differenti.
Pur considerando positiva l’introduzione di questo meccanismo, Varengo ha sottolineato alcuni problemi applicativi emersi in Piemonte. La difficoltà non dipende soltanto dalla distanza tra gli istituti, ma soprattutto dalle condizioni concrete degli spostamenti che il docente deve affrontare.
È stato citato, in particolare, il caso di Sauze d’Oulx e della Val di Susa. In queste zone, distanze apparentemente contenute, pari a circa 25-30 chilometri, possono tradursi in tragitti molto impegnativi a causa della viabilità montana.
La sola distanza chilometrica, pertanto, non basta a determinare se due spezzoni possano essere uniti in un posto orario realmente sostenibile nel corso della settimana.
Il problema dei controlli sulle aggregazioni
Durante l’informativa sulle nuove procedure, il Ministero aveva indicato la necessità di effettuare un monitoraggio frequente, così da evitare la creazione di abbinamenti difficili da gestire. Le segnalazioni provenienti dal Piemonte, tuttavia, mostrerebbero che i controlli non sono riusciti a prevenire tutte le situazioni problematiche.
A rendere più complesso il quadro contribuisce la concentrazione, nelle ultime settimane dell’estate, di numerose operazioni: assegnazioni provvisorie, conferme sul sostegno, rettifiche, gestione degli elenchi regionali ed elaborazione dei bollettini GPS.
Secondo Varengo, proprio l’intreccio tra procedure complesse e tempi particolarmente ristretti continua a generare difficoltà nella gestione delle nomine dei docenti.



