
Guida Completa alla Ricostruzione di Carriera del Personale Scolastico: Fasce Stipendiali, Normative e Novità 2023/24
La ricostruzione della carriera del personale scolastico è un processo fondamentale che permette di valutare il servizio svolto a tempo determinato o in un altro ruolo prima dell’immissione in ruolo definitivo. Questo passaggio è cruciale per garantire al dipendente il corretto inquadramento nella fascia stipendiale spettante, poiché lo stipendio del personale scolastico aumenta progressivamente con l’anzianità di servizio. Le fasce stipendiali, definite dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL), prevedono una progressione a seconda degli anni di permanenza nel ruolo.
Nello specifico, le fasce stipendiali sono così articolate: dai 0 agli 8 anni di servizio con una permanenza di 9 anni; dai 9 ai 14 anni con permanenza di 6 anni; dai 15 ai 20 anni con permanenza di 6 anni; dai 21 ai 27 anni con permanenza di 7 anni; dai 28 ai 34 anni con permanenza di 7 anni; e infine, oltre i 35 anni fino alla cessazione dell’attività lavorativa.
La ricostruzione di carriera permette di riconoscere giuridicamente ed economicamente solo parte del servizio precedente, ovvero i primi 4 anni più i 2/3 dell’anzianità restante. La parte rimanente, pari a 1/3, viene “congelata” e sarà riconosciuta successivamente: al compimento del 16° anno per i docenti delle scuole secondarie di secondo grado, al 18° anno per docenti di infanzia, primaria e secondaria di primo grado, e al 20° anno per il personale ATA.
È possibile richiedere la ricostruzione della carriera solo dopo aver superato il periodo di prova, che varia: 180 giorni per i docenti, due mesi per i collaboratori scolastici, e quattro mesi per gli altri profili ATA.
Un aspetto rilevante da ricordare riguarda gli anni 2010, 2011, 2012 e 2013, durante i quali, per effetto della legge n. 122/2010, non erano validi ai fini della progressione economica. Modifiche normative successive hanno permesso il recupero degli anni 2010 e 2011, mentre il 2013 rimane non riconosciuto. Tuttavia, recenti sentenze, come quella del Tribunale di Marsala nel 2023, hanno riconosciuto il diritto a considerare anche l’anno 2013, ma tali sentenze non hanno valore generale e non garantiscono l’esito positivo di un eventuale ricorso giudiziale.
Per quanto riguarda la procedura, la domanda di ricostruzione può essere presentata dal 1° settembre al 31 dicembre di ogni anno tramite il portale Istanze Online (Polis). È necessario includere anche una “Dichiarazione dei Servizi” dove devono essere indicati tutti i servizi svolti, compresi quelli presso istituzioni non statali o altre Amministrazioni.
Un’ultima novità riguarda l’anno scolastico 2023-2024: la nuova normativa prevede la valutazione integrale del servizio pre-ruolo, senza la limitazione dei primi quattro anni. Questo cambiamento sarà vantaggioso per chi ha svolto supplenze annuali (fino al 31 agosto), ma potrebbe penalizzare chi ha avuto incarichi fino al 30 giugno o supplenze brevi. Infatti, non sarà più sufficiente aver prestato 180 giorni di servizio per ottenere un anno di anzianità, ma verranno conteggiati solo i giorni effettivi di insegnamento.
In conclusione, anche se alcune delle nuove disposizioni sembrano migliorative, potrebbero rappresentare una difficoltà per molti docenti che potrebbero dover ricorrere alle vie legali per far valere i propri diritti.
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